LA SAGA
Agustin Tapia ha un'altra faccia. Un altro piglio, rispetto a quanto mostrato nelle settimane che hanno preceduto la pausa di agosto. Non che prima non vincesse, sia chiaro: prima del P1 di Madrid erano 6 i titoli Premier Padel già conquistati in stagione. Però dava l'impressione di non essere proprio centrato al 100%: Ale Galan era riuscito a sovrastarlo in più di un'occasione sulla diagonale sinistra delle loro sfide, serpeggiavano già le voci su qualche presunto momento d'insofferenza nei confronti di Coello (più "tecnica" che di rapporti, in realtà). A Madrid, tappa di ripartenza del circuito in vista dello sprint di fine stagione, il Mozart di Catamarca è tornato... intoccabile. Sontuoso per tutto il torneo, impeccabile anche nella finale coi "Chingalan", ormai una classicissima di questi mesi. Prima di arrivare a Chingotto e Galan, peraltro, i numero uno al mondo s'erano sbarazzati in semifinale di una coppia tanto fresca quanto imbattuta: quella formata da Martin Di Nenno e Juan Lebron, i vincitori del P2 finlandese un mese fa. I Chingalan, invece, avevano fermato la corsa di Esbrì-Bergamini, rivelazione del torneo, capaci di superare ai quarti Yanguas-Stupaczuk (che ancora stentano a decollare).
Il profilo Instagram del torneo madrileno celebra i numeri uno
PRIME CREPE
Se qualcuno cercava qualche crepa nel rapporto tra Coello e Tapia, sarà rimasto sorpreso davanti ai primi screzi tra Galan e Chingotto. Sia chiaro: solo qualche occhiataccia di Ale, più un paio di scambi di battute per alcuni inusuali errori di Chingo. Nulla di che, insomma, roba di campo. Ma i Chingalan non ci avevano abituati a queste scene: finora la loro partnership tecnica era stata una lunga di miele nelle parole, nei gesti e negli atteggiamenti, prima ancora che nell'armonia tecnica e tattica. A dire il vero, questa tensione è venuta soprattutto da Galan, forse un po' appesantito dalla pressione del palcoscenico casalingo: il madrileno è parso fuori misura, tanto nei colpi quanto nelle scelte e nelle reazioni. E Tapia l'ha surclassato anche nelle percentuali di efficacia. Perso il primo set 6-3 con break subìto al quinto game, i Chingalan hanno avuto un sussulto solo a match quasi compromesso: sotto 2-5 nel secondo set, si sono rialzati e trascinati al tie-break, dove però Coello e Tapia non hanno tremato, salendo così sul 6 a 4 in dieci confronti diretti coi rivali del momento.






