INARRESTABILI
Sono bastati un break nel primo set e un altro nel secondo per consentire ad Arturo Coello e Agustin Tapia di portarsi a casa anche il torneo di Dubai. Detto così sembra facile, ma non lo è per niente: continuare a vincere con questa regolarità è qualcosa d'impressionante, specialmente se per farlo devi passare sempre da semifinali impegnative (Martin Di Nenno e Juan Lebron non sono proprio avversari comodissimi, per quanto "El Lobo" sembri un filo meno efficace a sinistra di quanto non lo fosse a destra) e da finali ancora più dure, come quelle - ormai classiche - contro Federico Chingotto e Ale Galan. I Chingalan hanno lottato per quasi un'ora e quarto, ma si sono arresi 6-4 6-3: in questo momento la chimica tra "Re Arturo" e Agus è ai limiti della perfezione, arrivare secondi pare davvero l'unico risultato alla portata degli "umani".
Fuochi d'artificio per i numeri uno a Dubai. Credit: Premier Padel
CHE NUMERI
Fa impressione mettere a referto il 6° torneo consecutivo vinto dai numeri uno al mondo, dominatori assoluti del circuito Premier Padel. E se l'equivalenza in 30 match di fila senza sconfitte è un dato che viene da sé, molto meno scontato è il computo dei set: 60 a favore, 1 solo perso. Significa non avere rivali, ma soprattutto è sinonimo di concentrazione sempre altissima, senza mai cali di tensione: i blackout che ogni tanto colpivano Arturo e Agus sul finire della passata stagione sono ormai un ricordo. Se gli avversari non si sbrigano a trovare qualche contromisura (magari banalmente "mischiando le coppie"), questi due mostri minacciano di fare incetta di tornei ancora molto a lungo... Prossimo banco di prova: Kuwait City.






