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29 apr 2024
Stefano Cantalupi

SORPASSO

Se chiedete a un giocatore di scegliere tra la vittoria di un torneo e un passo avanti in classifica, quasi certamente opterà per la prima: troppo importante imprimere il proprio nome nell'albo d'oro di un evento, troppo effimero il valore di una classifica ancora molto condizionata dall'eredità degli anni precedenti, oltre che dai cambi di coppia a stagione in corso. Per sua fortuna, Ale Galan non ha dovuto scegliere proprio nulla: la vittoria in finale nel P2 di Bruxelles accanto a Chingotto gli ha consentito anche il sorpasso in classifica ai danni di Agustin Tapia: 10.900 punti per lo spagnolo, 10.877 per l'argentino. Davanti a tutti c'è Arturo Coello, che non perde occasione per ripetere come il ranking personale sia per lui un vanto a metà, che diventerà completo solo quando Tapia avrà i suoi stessi punti e la vetta potrà essere condivisa col compagno di tanti trionfi. Galan ora è secondo, nonché primo dei "sinistri". Domanda scontata, allora: è davvero così? Ale è davvero il più forte giocatore attualmente in circolazione sul lato sinistro del campo?

Galan e Chingotto festeggiano il titolo conquistato a Bruxelles

QUESTIONE DI STILE

Risposta quanto meno complicata, anche perché l'unico aspetto oggettivo è dato dai numeri e dai trofei, che però in questo caso si portano dietro un paio di asterischi, entrambi riguardanti Galan: Ale ha risentito dei guai fisici di Lebron per lunghi tratti del 2023, e ha cambiato "pareja" in corsa nel 2024, con tutto ciò che ne consegue. Quel che è certo, è che solo un pugno di eletti può candidarsi al titolo di top player "de revés": non più di quattro nomi, con tutto il rispetto per grandi interpreti del lato sinistro come Coki Nieto, Juan Tello o l'emergente Javi Garrido.    I numeri dicono Galan: è il più produttivo in quanto a winners ed è il migliore nel rapporto tra vincenti ed errori non forzati. Una macchina, di una costanza pazzesca. I tornei vinti e l'estro dicono invece Tapia, che sul campo inventa cose che nessuno degli altri può nemmeno immaginare, pur con qualche attimo di blackout e apparente disinteresse per quanto gli sta intorno.  Chi può stare in scia a questi due mostri? Stupa, forse. Franco Stupaczuk, nella seconda parte del 2023, è stato a livello dei numeri uno, coi suoi salti acrobatici ed eleganti. Ma a livello di consistenza - pur parlando di un'eccellenza assoluta del padel mondiale - è un filo sotto a Galan e Tapia, perché qualche errorino ogni tanto lo piazza, specie nelle fasi iniziali dei match. Infine, chi se non lui, il suonatore di pala? Paquito, che è sempre capace di tutto. A 34 anni, però, Navarro non sempre dimostra di poter tenere il ritmo e la fisicità dei suoi avversari per intere partite, specie se toccano le due ore. Resta nell'élite, ma chissà se la coppia con Lebron durerà, e se gli permetterà di fare quello che ha fatto l'anno scorso, chiuso col successo nel Master finale del World Padel Tour.