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19 feb 2025
Stefano Cantalupi

PROTESTA SHOCK

Un italiano testa di serie numero 1 di un torneo Premier Padel. Era il sogno di tanti appassionati nel nostro Paese, ma nessuno - nemmeno il più inguaribile ottimista - pensava che potesse diventare realtà in meno di cinque, dieci, forse vent'anni. Invece è già accaduto, anche se per motivi del tutto eccezionali che qui approfondiremo: Simone Cremona, in coppia con lo spagnolo Romera, è il numero uno del tabellone del P2 di Gijon, in corso questa settimana. Con tutto l'affetto, la stima e l'ammirazione per Simone (esempio di professionalità e serietà da una vita), se siamo di fronte a questa situazione è perché c'è un bug nel sistema... tant'è vero che la coppia numero due del seeding è tutta azzurra (Iacovino-Di Giovanni). Ma cosa ha portato uno scenario simile a diventare reale, invece che puro fanta-padel? Semplice: i top 100 giocatori al mondo hanno boicottato in massa il secondo appuntamento in calendario nel circuito. E l'hanno fatto come dimostrazione di forza nel braccio di ferro che l'Associazione giocatori (PPA, capitanata da... "capitan America" Alex Ruiz) sta conducendo da tempo contro gli organizzatori della massima lega professionistica internazionale.

Il comunicato degli organizzatori del torneo di Gijon

I MOTIVI

Le ragioni del "tutti via da Gijon" hanno radici più profonde di quelle addotte e fatte trapelare ai media: ufficialmente il pomo della discordia è un mix tra le discordanze sul nuovo criterio di assegnazione dei punti nel ranking FIP e la limitazione dei posti nei main draw dei tornei, ma pare ci sia dell'altro. Questioni di soldi, rimborsi spese sulle trasferte prima accordati e poi tolti, insomma, conti che non tornano. Se si unisce questa maxi-protesta a quelle portate avanti di tanto in tanto dai singoli giocatori per la scelta delle sedi dei tornei (troppo caldo nelle partite outdoor quando Premier Padel è di scena in Medioriente), non ne esce un bel quadretto. Specialmente perché Premier Padel è solo al terzo anno di vita, il secondo da circuito top unificato dopo l'acquisizione del World Padel Tour. Ed era nato con una "mission" molto ambiziosa: portare il padel a diventare disciplina olimpica, passando per una più capillare diffusione in tanti Paesi del mondo e, manco a dirlo, per una miglior soddisfazione generale - economica in primis - dei primattori, ossia dei giocatori. Essere arrivati ai ferri corti così presto è un problema grosso.

RISCHI PER TUTTI

In un contesto del genere, le ricadute saranno pesanti per tutti. Per Premier Padel, che non fa certo una bella figura davanti agli occhi del pianeta padel, dando l'impressione di non essere in controllo del movimento, a cominciare dai rapporti con le star della "pala". Per gli organizzatori del P2 di Gijon, che potranno offrire uno spettacolo di minor qualità al Palacio de Deportes de la Guia e perderanno preziose sponsorizzazioni. Infine, per i giocatori, che hanno ricevuto una lettera pesante da Premier Padel e organizzatori per la loro iniziativa-shock, e che rischiano in breve tempo di ritrovarsi in un circuito molto meno generoso di quanto accada adesso (il fondo QSI che mette i fondi non è proprio di ottimo umore per quanto sta vedendo). Per di più, balza all'occhio il disaccordo col movimento femminile: le top player ci sono tutte, compresa Bea Gonzalez che ha messo un vistoso "like" al comunicato diramato dagli organizzatori asturiani. I commenti degli appassionati sui social non sono teneri con le star che hanno disertato Gijon, il più soft è "potevate boicottare Riyadh, facile farlo adesso". Segno che il pubblico non capisce le ragioni del gesto. Si preannunciano mesi complicati. A Gijon, se non altro, potranno consolarsi col Tolito: lui e Gonza Alfonso, teste di serie numero 3, sono i veri favoriti del torneo, nonché l'attrazione principale in campo maschile, nel loro processo di passaggio dal circuito A1 a quello principale. Con loro lo show non manca mai.