LAST DANCE
"Meritiamo un'uscita di scena diversa", erano state le parole di Juan Lebron dopo l'infausto Major di Doha. Deludente non tanto per il risultato (uno scivolone contro gli emergenti Yanguas-Garrido può anche starci) quanto per il comportamento del "Lobo": rissa col coach avversario Juani Mieres, figuraccia mondiale e scuse a buoi ormai scappati dalla stalla... La reazione di Ale Galan, apparso già molto contrariato in campo, s'è concretizzata con l'annuncio dell'addio al compagno di tante vittorie. Non per quanto accaduto a Doha - le voci di separazione si rincorrevano già da mesi - ma per una scelta personale e professionale, ponderata a lungo e solo accelerata dai fatti del Qatar. Il P1 di Acapulco era l'ultima uscita dei Galacticos l'uno accanto all'altro: ci hanno provato a vincere, eccome, ma il match conclusivo s'è trasformato in una batosta, dopo un torneo tutto sommato ben giocato. Troppo forti e concentrati in questo momento Arturo Coello e Agustin Tapia, due che non hanno certo "problemi di coppia": il primo set della finale di fatto non c'è stato (6-0), poi è uscito l'orgoglio dei due spagnoli, che però non è bastato (6-4 il punteggio del secondo set).
Tapia e Coello inarrestabili ad Acapulco (credit: Premier Padel)
L'EREDITA'
Di Lebron e Galan, in questi giorni, s'è detto di tutto e di più. Al di là del retrogusto sgradevole che le loro ultime settimane insieme si portano dietro, è indubbio che siamo (stati) di fronte a una coppia d'importanza storica per il movimento del padel mondiale: hanno cambiato il gioco, hanno costretto tutti gli altri ad alzare il livello per provare a competere, hanno portato il padel al "next livel". E non è un caso che tutti oggi li ringrazino per aver spostato l'asticella sempre un po' più in su, provocando il miglioramento a catena di tanti giocatori, come un effetto domino. Galan va con Chingotto, Lebron va con Paquito: coppie affascinanti, ma con nuovi compagni che non sono certo di primo pelo. Viene da chiedersi chi ci sarà dopo di loro, dopo i Galacticos: oggi lo scettro è in mano a Coello e Tapia, coi Superpibes Di Nenno-Stupaczuk poco distanti. Per gli altri c'è parecchia strada da fare: Yanguas e Garrido sono sembrati i più vicini al vertice, ma solo su certi campi e in certe condizioni. Diamo il tempo ai nuovi assetti di... assestarsi, appunto. E vediamo che succede. Lasciandoci alle spalle un pezzo di storia, a partire da oggi.





