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25 mar 2024
Stefano Cantalupi

SORPRESE

Acapulco è un trampolino naturale: la scogliera di La Quebrada, negli anni, ha visto tanti coraggiosi - o pazzi, fate voi - spiccare il volo per 25 metri, prima di toccare l'acqua. Chissà che Acapulco, inteso come P1 del circuito Premier Padel, non diventi metaforicamente anche il trampolino di una nuova generazione di padeliste, che forse mai come in questa occasione ha mostrato di essere pronta al grande salto. Nomi e cognomi: Claudia Jensen, Alejandra Alonso, Andrea Ustero. Tre teeanger hanno raggiunto la semifinale in Messico, lasciando a Riera e Araujo il ruolo di "anziane" del gruppo (Maria Virgina unica over 30 tra le otto giocatrici in "semi"). Solo un pizzico d'inesperienza - e ci mancherebbe... - ha impedito alla coppia Alonso-Ustero (33 anni in due) di arrivare in finale, dove invece è approdata la 18enne Jensen, in coppia con Jessica Castellò. E per Claudia, da poco maggiorenne, è arrivato il primo successo in un torneo marcato Premier Padel.

La card celebrativa del Premier Padel per le vincitrici del P1 di Acapulco

RICAMBIO

Se aggiungiamo quanto fatto da Claudia Fernandez a Doha, verrebbe da dire che il futuro del padel è già qui. E' adesso. Tanto che una coppia molto giovane come le "Superpibas" Delfi Brea (24 anni) e Bea Gonzalez (22), al confronto sembra già una "pareja" di veterane. Delfi e Bea sono le grandi deluse della settimana messicana, perché l'occasione era ghiotta: con le regine Paula Josemaria e Ari Sanchez fuori inopinatamente al secondo turno, l'argentina e la spagnola avrebbero potuto accorciare il gap dalle numero uno, avendo la strada teoricamente spianata verso il titolo. In semifinale, però, hanno sbattuto contro la solidità di Jensen da destra (non farà molti punti dall'alto, ma concede veramente poco nello scambio prolungato) e la vena di Castellò, che al netto di qualche blackout ha il livello e le soluzioni per arrivare in fondo ai grandi tornei.  Al di là delle Superpibas, comunque, se all'inizio dell'anno pareva siderale la distanza tra le prime due coppie al mondo e il resto del gruppo, in Messico l'impressione è stata ben diversa. I prossimi tornei diranno se Acapulco sarà stato un episodio o se davvero la Next Generation è già qui: quel che è certo è che la spinta delle giovani sta facendo cambiare un po' il gioco, modificandolo nei suoi ritmi e nelle strategie. Sta alle "vecchie leonesse" adattarsi e far valere la propria legge, se non vogliono essere spodestate prima del tempo.