notizie
22 mag 2024
Emiliano Pozzoni

Il padel è uno sport relativamente giovane dalle nostre parti, ma ha una storia decennale profonda. Gli inizi li conoscono tutti: il gioco lo inventa Corcuera nella sua villa in Messico, un po' per caso. Uno dei suoi amici aristocratici, il principe Alfonso de Hohenlohe, decide di replicare il giochino nel suo hotel Marbella Club, dove costruisce i primi campi da padel in Spagna per giocare con gli amici. Siamo alla fine degli anni Sessanta. Le estati di Marbella richiamano il jet-set da tutto il mondo, alcuni argentini si appassionano a questo nuovo gioco e al rientro decidono di costruire i primi campi. Mar del Plata, metropoli sulla costa atlantica a 400km da Buenos Aires, all'epoca era l'equivalente di Marbella, in Argentina. Giravano tanti soldi e divertimento, era il posto dove i benestanti trascorrevano l'estate tra feste e incontri di lavoro. "A Mar del Plata in quattro ore e poco più", si leggeva nell'annuncio del treno di lusso che collegava la città alla capitale. Ed è soprattutto qui che si diffonde il "virus" del padel. I primi campi vengono costruiti all'Ocean, club con oltre 100 anni di storia. Da lì a poco (siamo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta) campi e giocatori si moltiplicano. Si giocano i primi tornei importanti, nascono rivalità leggendarie e, di fatto, nasce il padel professionistico. Per gli argentini Mar del Plata è la "cuna" (la culla) del padel. Ora, per una settimana, torna a essere il palcoscenico del miglior padel del mondo. La presentazione del torneo è stata fatta proprio all'Ocean Club, mentre il torneo - ottava tappa stagionale del Premier Padel - si gioca nel caldissimo Polideportivo Malvinas Argentinas. E allora, di seguito i cinque motivi per cui questo Premier Padel assume un'importanza del tutto particolare.

1. GIOCATORI LEGGENDARI

A Mar del Plata sono nate delle leggende di questo sport. In primis, Juan Martin Diaz, per 14 anni numero 1 del mondo (13 insieme a Fernando Belasteguin) e per molti il miglior giocatore della storia. Un mancino con un talento fuori dal comune, che ha iniziato la sua carriera con un altro marplatense fenomenale: Leo Padovani. Un'altra coppia importante, tra le prime del ranking argentino negli anni Novanta, è stata quella composta da Cristian Jensen, il padre di Claudia Jensen, e Damien Diez. Ed è impossibile non citare il talento di Cristian Gutierrez, altra "mano magica" del padel, campione del mondo nel 1998 insieme a Roby Gattiker (ne parliamo tra poco...).

2. L'ADDIO

A proposito di storia e di giocatori leggendari: Mar del Plata sarà anche l'occasione per Fernando Belasteguin di salutare il "suo" pubblico. Il campione argentino, numero 1 del mondo per 16 anni consecutivi, ha annunciato che questa sarà la sua ultima stagione da giocatore. Da sempre legatissimo ai tornei di casa, proverà a dire la sua in coppia con Juan Tello. "Non mi sarei perso questo torneo per nulla al mondo - ha spiegato Bela durante la conferenza stampa di presentazione - Confesso che per la prima volta in carriera ho tradito il mio modo di essere: in alcuni momenti ho evitato di dare il 100% per paura di farmi male di nuovo e non poter essere qui in Argentina. Ho avuto diversi infortuni ultimamente e ci tenevo troppo a giocare, per me la stagione parte da qui. Ho fatto il mio esordio da professionista nel 1995 a Mar del Plata, il miglior compagno che ho avuto (Juan Martin Diaz) è di Mar del Plata: per me è un posto speciale".

3. L'EMOZIONE

Parole d'amore non solo da parte di Fernando Belasteguin. "Scambierei a occhi chiusi i quattro titoli conquistati finora in stagione con la vittoria a Mar del Plata", ha spiegato Delfi Brea, ricordando anche i tanti tornei juniores disputati. Molto emozionata anche Claudia Jensen (nata in Spagna, ma cresciuta a Mar del Plata), che si è dovuta ritirare al primo turno con la compagna Jessica Castello. "Scusa Argentina, provo una tristezza enorme. Era il torneo che più aspettavo. Spero di tornare presto qui". Hanno pagato lo scotto dell'emozione anche Aris Patiniotis e Facu Dominguez - due marplatensi della nuova generazione - battuti nel derby "azzurro" (sono tutti naturalizzati italiani) da Denis Perino.

4. IL PUBBLICO

Il pubblico in Argentina è caldissimo. Le partite di padel a queste latitudini somigliano tantissimo a quelle di calcio. La Rural, appuntamento storico negli anni passati con il World Padel Tour, è sempre stata una bolgia sin dai primi giorni della settimana, tanto da essersi guadagnata l'appellativo di "Bombonera del padel". Il Polideportivo Islas Malvinas non è da meno: spalti pieni già dai primi turni e grande appoggio ai giocatori (soprattutto a quelli di casa, ovviamente, ma un grande idolo qui è Paquito Navarro). Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un grandissimo spettacolo. Ci voleva, dopo qualche torneo di inizio stagione un po' freddino da questo punto di vista.

5. MATCH STORICI

Mar del Plata ha ospitato alcune delle partite più epiche di questo sport. Impossibile non ricordare il Mondiale del 1998, il primo vinto dalla Spagna dopo tre vittorie argentine. Un Mondiale particolare, con tantissimo pubblico, dove l'Argentina presenta una squadra "alternativa" per dissidi tra giocatori e federazione e con Juan Martin Diaz, idolo di casa, a rappresentare la nazionale spagnola. Si giocano partite indimenticabili, come quella nella semifinale del torneo "open": su tutte, quella di Cristian Gutierrez e Roby Gattiker contro Ale Lasaigues e il Bebe Auguste, condizionata dal vento e finita intorno alle 3 di mattina. Altro match epico, quello ricordato come la "partita della storia", disputato il 25 gennaio del 1993 in un Super Domo trasformato in un vero e proprio "ring". Di fronte, in diretta tv, i quattro giocatori più forti dell'epoca: Javier Maquirriain e Ale Lasaigues contro il Mago Sanz e Roby Gattiker. Spettacolo totale: se volete fare un viaggio nel tempo, trovate l'intero match su Youtube...