"C'è poco da fare: sembra di giocare contro Messi": la frase di Sanyo Gutierrez di fronte allo strapotere di Agustin Tapia durante un cambio campo nel Qatar Major Premier Padel ha fatto il giro del mondo. Era marzo, era il secondo torneo dell'anno, era il secondo il titolo stagionale vinto da Tapia e Coello. Oggi, sette mesi e 16 tornei più tardi, i numeri uno del mondo sono sempre più numeri uno e il paragone Tapia-Messi sembra sempre più calzante. A Parigi, nello Stade de Roland Garros, Agus e Arturo si prendono il loro secondo Major della stagione battendo ancora Galan e Chingotto. Lo fanno con un comodo 62 61 in meno di un'ora di gioco. E' la quinta finale consecutiva vinta da Tapia-Coello contro i Chingalan e il decimo titolo stagionale per i numero uno, che sono imbattuti da 25 partite.
E' stata una partita a senso unico, durata meno di un'ora. Emblematico il dato delle palle-break in favore di Galan e Chingotto: zero in tutta la partita. Tapia-Messi ha nuovamente dato spettacolo. In questa seconda metà di stagione sembra aver fatto un ulteriore salto di maturità, con meno pause durante le partite e un livello costante in tutto il torneo. Quando è in fiducia fa quello che vuole. E Coello non è da meno: attento, preciso e sempre pronto a spingere quando è il momento di farlo. Un plauso anche a Gustavo Pratto: la carica ai suoi sul 5-0 del secondo set ("Dai ragazzi, forza, bisogna muovere i piedi!") è un esempio emblematico.
Dall'altra parte, a Galan e Chingotto rimane la solita sensazione di impotenza. Cinque finali consecutive perse sono un macigno enorme. Difficile anche solo immaginare quali possano essere le contromisure. Il Chingotto super regolare quando vede Tapia e Coello sembra diventare tutt'altro giocatore, ma il merito evidentemente è tutto degli avversari. A Galan rimane la consolazione della semi vinta contro Lebron, nel primo scontro diretto tra i due ex compagni dopo la separazione. Di Nenno e il Lobo perdono 62 62 e confermano la solita sensazione: in questo momento sembra difficile poterli vedere oltre le semifinali. Per Juan Lebron, apparso nuovamente molto nervoso, è stata un'altra settimana complicata, condita anche da un mezza rissa con l'imprenditore argentino Lisandro Borges durante una sessione di allenamento. Urge serenità fuori dal campo per ritrovare la miglior versione in campo.





